Biografia di Emily Dickinson

Emily Dickinson  nacque ad Amherst, Massachusetts, una comunità agricola il 10 dicembre 1830, e vi morì circa cinquantacinque anni dopo, il 15 maggio 1886.

Ad eccezione di poche visite a Boston, Filadelfia, Washington, e nove mesi a scuola a South Hadley, nel Massachusetts, trascorse tutta la sua vita ad Amherst, nella grande casa circondata da prati, chiamata la fattoria di Dickinson, di fronte a un cimitero. Sebbene in qualche modo isolata, Amherst aveva una buona accademia privata, una tradizione culturale ricca, ma mista di letture della Bibbia, di Shakespeare e dei classici. Non si sposò mai, e visse in una comoda dependance nella tenuta del padre benestante.

Emily fu una studentessa intelligente e coscienziosa,tuttavia, i suoi studi erano spesso interrotti da problemi di salute. A seguito  di una tosse persistente, suo padre decise di rimuoverla dal college e riportarla a casa, dove si occupava delle faccende domestiche.  Si diceva che Emily fosse bella, con voce dolce e occhi scuri, si vestiva in modo relativamente semplice. Le foto sopravvissute dell’epoca mostrano uno stile semplice e lineare (un po ‘come lo stile puritano).

Emily era una donna arguta e intelligente, dotata di un buon senso dell’umorismo, anche se non sempre mostrava sentirsi a proprio agio con gli altri.

Il suo amico e critico letterario, Thomas Wentworth Higginson, dirà in seguito di più quanto fosse teso all’idea d’incontarla.

Tuttavia, un suo commento fu che questa “piccola donna semplice” era sia geniale che infantile e mostrava essere molto premurosa verso gli altri.

Con poche eccezioni, la sua poesia è rimasta praticamente inedita fino alla sua morte. Le sue poesie, le lettere e i frammenti in prosa e la sua storia di vita, sono state portate all’attenzione del resto del mondo attraverso gli sforzi di familiari e intimi. Le sue opere rivelano come abbia, nonostante l’isolamento,vissuto momenti di grande gioia. Fece pochi tentativi per  pubblicare il suo lavoro, scegliendo invece di condividerli privatamente con familiari e amici.

La sua corrispondenza con Higginson probabilmente la convinse che le sue poesie non avrebbero trovato nessun pubblico significativo o comprensivo durante la sua vita, anche se ha protestato con lo stesso che non voleva la pubblicazione, è evidente che voleva rendere i suoi parenti orgogliosi del suo lavoro dopo la sua morte, e la sua combinazione di orgoglio e rassegnazione probabilmente derivava dalla sua consapevolezza del suo grande dono e della sua frustrazione che così tante persone erano confuse dalle sue poesie come dalle sue parole.

Delle 1775 poesie, solo sette furono pubblicate mentre era in vita e senza la sua autorizzazione. I temi cardini delle sue liriche: l’amore, la natura, la morte, l’eternità  temi che l’autrice ha sviluppato creando un rapporto di opposti: tra amore e morte, tra il quotidiano e l’eterno; tra egocentrismo e altruismo. Con descrizioni precise, esatte nei particolari Emily esprime la sua percezione e il proprio modo di essere.

Rispetto alla tradizione poetica anglosassone del secondo Ottocento, lo stile di Emily Dickinson è fortemente innovativo.

Alcune frasi celebri:

  • Se posso impedire che un cuore si spezzi, non vivrò invano
  • La mattina senza di te è un’alba ridotta
  • Vivere è così sorprendente che lascia poco tempo per qualsiasi altra cosa
  • I cani sono migliori degli esseri umani perché sanno ma non lo dicono
  • L’anima dovrebbe sempre essere socchiusa, pronta ad accogliere l’esperienza estatica.

Biografia di Oscar Wilde

Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854 da Sir William Wilde un chirurgo filantropo e scrittore di talento e da Lady Jane, poetessa e giornalista di successo.  Oscar aveva un fratello maggiore, Willie, e una sorella minore, Isola Francesca, morta all’età di 10 anni.

Fu educato alla Portora Royal School (1864-71), al Trinity College, a Dublino (1871-74) e a Magdalen College, Oxford (1874-78). Ad Oxford, fu coinvolto nel movimento estetico e divenne un sostenitore di “Art for Art” (L’arte per l’arte ).

Dopo essersi laureato, si trasferì a Chelsea, a Londra (1879) per iniziare una carriera letteraria. Nel 1881 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, che ebbero recensioni contrastanti della critica.

Il 29 maggio 1884, Oscar sposò Constance Lloyd , figlia del facoltoso consigliere della regina Horace Lloyd.  Dal matrimonio nacquero due figli, Cyril  e Vyvyan. Per sostenere la sua famiglia, Oscar accettò un posto come redattore della rivista Woman’s World, dove lavorò fino al 1889.

Nel 1891, Wilde iniziò una relazione omosessuale con Lord Alfred Douglas, soprannominato “Bosie”, che divenne sia l’amore della sua vita, che la sua rovina. Il matrimonio di Wilde terminò nel 1893. Nell’aprile del 1895, fa causa al padre di Bosie per diffamazione, questo porta al suo arresto per reati omosessuali. È giudicato colpevole per il reato di sodomia e condannato a due anni di lavori forzati.  Dopo la sua liberazione avvenuta nel 1897, scrisse The Ballad of Reading Gaol, rivelando la sua preoccupazione per condizioni carcerarie inumane. Trascorse il resto della sua vita vagando per l’Europa, soggiornando con gli amici e vivendo in hotel economici. Morì di meningite cerebrale il 30 novembre 1900, senza un soldo, in un hotel economico di Parigi.

Il suo più grande talento è stato per la scrittura di opere teatrali, tra cui: Vera (1880) , Il ventaglio di Lady Windermere (1892),  La Duchessa di Padova (1883) , Salomé (1893), Una donna senza importanza (1893) ,Un marito ideale (1895) L ‘importanza di chiamarsi Ernesto (1895).

È  nella scrittura di sceneggiature teatrali che Wilde  sferza l’ipocrisia borghese del tempo, che non può fare a meno di andare a teatro per acclamarlo, forse ignaro del messaggio nascosto tra le battute.

Dei suoi trascorsi in prigione nascono: La ballata del carcere di Reading(1898) ed una delle sue opere più toccanti, il De Profundis (1897), lettera all’amante perduto, ma  l’opera che indubbiamente ha consegnato alla storia Oscar Wilde è Il ritratto di Dorian Gray (1890) suo primo e unico romanzo, uno dei tanti libri ambientati a Londra.

Per il suo stile di vita è da molti considerato uno dei personaggi più carismatici dell’Ottocento, Wilde ha fatto della sua vita un ritratto che ipocriti e bigotti, hanno tentato di distruggere, per non rivedere in esso il segno delle proprie pulsioni più nascoste.

Alcune tra le più famose citazioni di Wilde:

  • Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.
  • A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
  • Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle.
  • La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.
  • La bigamia è avere una moglie di troppo. La monogamia lo stesso.
  • Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
  • La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.