Biografia di Oscar Wilde

Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854 da Sir William Wilde un chirurgo filantropo e scrittore di talento e da Lady Jane, poetessa e giornalista di successo.  Oscar aveva un fratello maggiore, Willie, e una sorella minore, Isola Francesca, morta all’età di 10 anni.

Fu educato alla Portora Royal School (1864-71), al Trinity College, a Dublino (1871-74) e a Magdalen College, Oxford (1874-78). Ad Oxford, fu coinvolto nel movimento estetico e divenne un sostenitore di “Art for Art” (L’arte per l’arte ).

Dopo essersi laureato, si trasferì a Chelsea, a Londra (1879) per iniziare una carriera letteraria. Nel 1881 pubblicò la sua prima raccolta di poesie, che ebbero recensioni contrastanti della critica.

Il 29 maggio 1884, Oscar sposò Constance Lloyd , figlia del facoltoso consigliere della regina Horace Lloyd.  Dal matrimonio nacquero due figli, Cyril  e Vyvyan. Per sostenere la sua famiglia, Oscar accettò un posto come redattore della rivista Woman’s World, dove lavorò fino al 1889.

Nel 1891, Wilde iniziò una relazione omosessuale con Lord Alfred Douglas, soprannominato “Bosie”, che divenne sia l’amore della sua vita, che la sua rovina. Il matrimonio di Wilde terminò nel 1893. Nell’aprile del 1895, fa causa al padre di Bosie per diffamazione, questo porta al suo arresto per reati omosessuali. È giudicato colpevole per il reato di sodomia e condannato a due anni di lavori forzati.  Dopo la sua liberazione avvenuta nel 1897, scrisse The Ballad of Reading Gaol, rivelando la sua preoccupazione per condizioni carcerarie inumane. Trascorse il resto della sua vita vagando per l’Europa, soggiornando con gli amici e vivendo in hotel economici. Morì di meningite cerebrale il 30 novembre 1900, senza un soldo, in un hotel economico di Parigi.

Il suo più grande talento è stato per la scrittura di opere teatrali, tra cui: Vera (1880) , Il ventaglio di Lady Windermere (1892),  La Duchessa di Padova (1883) , Salomé (1893), Una donna senza importanza (1893) ,Un marito ideale (1895) L ‘importanza di chiamarsi Ernesto (1895).

È  nella scrittura di sceneggiature teatrali che Wilde  sferza l’ipocrisia borghese del tempo, che non può fare a meno di andare a teatro per acclamarlo, forse ignaro del messaggio nascosto tra le battute.

Dei suoi trascorsi in prigione nascono: La ballata del carcere di Reading(1898) ed una delle sue opere più toccanti, il De Profundis (1897), lettera all’amante perduto, ma  l’opera che indubbiamente ha consegnato alla storia Oscar Wilde è Il ritratto di Dorian Gray (1890) suo primo e unico romanzo, uno dei tanti libri ambientati a Londra.

Per il suo stile di vita è da molti considerato uno dei personaggi più carismatici dell’Ottocento, Wilde ha fatto della sua vita un ritratto che ipocriti e bigotti, hanno tentato di distruggere, per non rivedere in esso il segno delle proprie pulsioni più nascoste.

Alcune tra le più famose citazioni di Wilde:

  • Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla più.
  • A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
  • Siamo tutti nati nel fango, ma alcuni di noi guardano alle stelle.
  • La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri.
  • La bigamia è avere una moglie di troppo. La monogamia lo stesso.
  • Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
  • La felicità non è avere quello che si desidera, ma desiderare quello che si ha.